XXVIX° Convegno di Psicologia Analogica

Riccione 24-28 Luglio 2017 @HotelDeLaVille 

info@cidcnv.org - Numero Verde 800.33.33.77

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Riccione, 24-28 Luglio 2017

EVOLUTION

IN PRINCIPIO NON ERA IL VERBO, MA IL SILENZIO

Max Antonelli presenta

Percorso #2 - Sala Specchi

"Mi piace affermare che in principio non fu il verbo, bensì il silenzio. E' nel frastuono del silenzio che i primi uomini hanno avvertito la necessità di riempire un vuoto sonoro e lo hanno fatto principalmente per la finalità primaria dell'essere umano: quello di interagire con l'ambiente circostante e con gli individui che con lui lo condividevano. La comunicazione moderna, così come è sempre stato, è quindi mossa da un unico perchè: la necessità dell'accettazione sociale e il conseguente miglioramento della propria condizione individuale."

- Max Antonelli -

 

Stima e considerazione

Libertà dai vincoli

comunicazione non verbale

Autostima

gestione strategica

seduzione e comunicazione

dinamiche dei gruppi

socializzazione

Motivazione sostenibile

Successo

fascinazione

l'arte di dire NO

simboli e simbolismi

assertività

potenziale

autodifesa verbale

Simboli

dinamiche sociali

il tempo non torna

relazioni sentimentali

motivazione

Riccione
Hotel De La Ville
Sala Specchi
24-28 Luglio 2017
5 giorni
Per informazioni contattaci al
800.33.33.77

"Giusto 6 milioni di anni fa, una scimmia ebbe due figlie.

Una diventò il progenitore di tutti gli scimpanzé,

l'altra era nostra nonna."

- Y. N. Harari

Lo scambio di informazioni, date in modo verbale specifico o non verbale, ha permesso all'Homo Sapiens di costruire società numerose e forti e di arrivare in cima alla catena alimentare di qualsiasi territorio egli abbia mai calpestato. 

 

Il linguaggio gli ha permesso di associarsi in modo vantaggioso e di fare alleanze.

Dalle forme più rudimentali di comunicazione, fatte di gesti e vocalizzi primitivi messe in atto dall'Australopiteco sappiamo per certo che il linguaggio ha avuto origine nel bel mezzo del silenzio.

 

"In principio era il verbo", citazione dell'apostolo Giovanni 1.1,

è solo l'input per l'analisi delle dinamiche linguistiche affrontate con Evolution. 

"Mi piace affermare che in principio non fu il verbo, bensì il silenzio. E' nel frastuono del silenzio che i primi uomini hanno avvertito la necessità di riempire un vuoto sonoro e lo hanno fatto principalmente per la finalità primaria dell'essere umano: quello di interagire con l'ambiente circostante e con gli individui che con lui lo condividevano.

L'Uomo moderno è tale perchè frutto di un'evoluzione costante nel tempo, ma nonostante ogni passo in avanti rappresenti una versione migliore del precedente, nulla si perde del passato: la comunicazione non verbale su cui numerosi studi oggi concentrano l'attenzione è l'esempio più significativo di quanto portiamo in noi le più arcaiche e primitive forme di comunicazione pur avendo a che fare ogni giorno con gli strumenti che più avvicinano ad un futuro robotico."

è invece l'ottica di analisi che Max Antonelli utilizza per spiegare il complesso mondo della comunicazione umana e il punto esatto in cui le teorie benemegliane creano il punto di svolta. 

Nel viaggio compiuto dai nostri antenati molti sono gli spunti utili a capire il presente della comunicazione moderna e le sue conseguenze, ma soprattutto il perchè più profondo che la muove: la necessità dell'accettazione sociale e il conseguente miglioramento della propria condizione individuale. Nei secoli l'Uomo ha infatti creato simboli che muovessero il suo agire e successivamente so è fatto da essi guidare, ispirare, condizionare. 

Il percorso "Evolution: in principio non era il verbo, ma il silenzio" condotto da Max Antonelli indaga, alla luce delle Discipline benemegliane, questo incastro tra evoluzionismo e futuro, fornendo tecnologie comunicative d' avanguardia ricavate da un'analisi profonda delle dinamiche sociali, delle dinamiche emotive e di quelle di gruppi in cui ognuno di noi è, talvolta anche involontariamente, quotidianamente inserito.

Max Antonelli

Consulente Analogico e Master Trainer in Comunicazione Analogica, è oggi uno dei più affezionati collaboratori di Stefano Benemeglio. La sua esperienza formativa è internazionale, dopo essersi dedicato in Italia allo studio delle teorie di Stefano Benemeglio direttamente al suo cospetto, si forma negli USA e a Londra, dove si impegna con successo in corsi di formazione sulle tecniche relazionali, sulle dinamiche sociali e sull’ipnosi. Oggi si occupa di consulenza e di insegnamento in diversi settori in merito alle tecniche di vendita e di motivazione, alle tecniche di comunicazione e alle dinamiche relazionali in ogni settore dell’esistenza (coppia, famiglia, professione, aziende).

Il suo intervento:

EVOLUTION - in principio non era il verbo, ma il silenzio.

 

"Se il tuo modo di comportarti fino ad ora non ha dato i risultati sperati, non aspettare oltre.  La vita è un timer che scorre al contrario. 

Non aspettare che le condizioni siano favorevoli. Cambia. Corri. EVOLVI."

-Max Antonelli-

COSA IMPARERAI:

 

Un originale metodo di comunicazione profonda

 

A concepire il disagio non come "malattia mentale" ma come infelicità che produce effetti collaterali

 

A capirti, attraverso la comprensione delle dinamiche del tuo personale disagio. Si soffre tanto quanto si avverte la sensazione di essere difettosi. 

 

A identificare, accettare e rielaborare i contenuti emotivi del tuo passato per ripartire con una nuova modalità di lettura delle cose

A smettere di delegare per le tue decisioni e scelte, a riprendere il controllo delle tue capacità e della tua dignità

 

L'arte della progettualità applicata alla costruizione di un personale Working Plan finalizzato al successo laddove fino ad oggi vi è stato fallimento

 

Una tecnica unica, un risultato senza eguali: gli strumenti del metodo Benemeglio©

COSA IMPARERAI:

 

Come fa un perfetto sconosciuto a divenire la persona più importante della nostra vita; 

 

A fornire sempre la giusta impressione di te in ogni circostanza;

 

L'esistenza tecniche comunicative specifiche per l'acquisizione dell'ascendente sui nostri interlocutori;

A utilizzare la comunicazione "non verbale" per impostare ruoli dominanti e subalterni con le opportune strategie;  

Come proteggersi dalle emozioni negative indotte da chi ci circonda;

 

A comprendere le dinamiche di funzionamento dei gruppi in ogni ambito essi siano inseriti: dal lavoro alla famiglia, dall'ambito sociale a quello delle relazioni sentimentali (triadi),

A rendere possibile l'impossibile: recuperare l'affetto e la stima delle persone care che abbiamo deluso e l'amore e il desiderio di un partner che ha perso interesse per noi...

PROGRAMMA

Giorno 1 • L'AUSTRALOPITECO (STEP 1)
ore 09:00 Apertura

Possiamo congetturare che ai tempi degli Australopitechi esistesse un primitivo sistema di comunicazione: probabilmente prevedeva una lista chiusa di segnali vocali e di gesti.  In questa fase l'uomo iniziava a prendere coscienza del significato di un segno naturale, per esempio di un'orma di un animale, di un'evidenza di qualche passata azione. Esso però non è ancora in grado di controllare le sue vocalizzazioni ossia di eseguire allo stato cosciente un segno per voler trasmettere un messaggio. Viceversa le sue mani iniziano ad essere in grado di elaborare gesti che siano imitazione di realtà della natura. Possiamo supporre che il controllo manuale abbia preceduto il controllo degli organi della fonazione.

La presenza su questa terra in abbinamento ad altri individui appartenenti alla medesima specie implica necessariamente l’interazione tra gli stessi. Qualsiasi azione o attività si compia, infatti, porta con sé il solo e unico scopo di un’accettazione sociale e un’ottimale inserimento nel gruppo di cui facciamo parte. 

Gli australopitechi comunicavano attraverso vocalizzi più o meno acuti e la produzione di gesti, resi possibili appunto grazie all’assunzione della posizione eretta. La prima tappa evolutiva definita con l’Australopiteco ci permette di dedurre un dato: nonostante la convivenza con altri suoi simili, la comunicazione tra di loro non era semplice e soprattutto possibile.

Pertanto: come si sopravvive in un ambiente sociale senza disporre delle capacità utili a sopravvivervi al meglio?

 

ore 09:00 - 14:00 

  • La base analogica dei rapporti sociali: senza questa nessuna manovra di comunicazione può essere inoltrata.

  • L’importanza della Sintonia: Empatia e simpatia, ovvero le perspicaci strategie di interazione;

  • Body stance e logistica delle interazioni;

  • La Comunicazione Non Verbale Analogica.

 
+ Laboratorio Esperienziale
Giorno 2 • L'HOMO HABILIS (STEP 2)

Osservando i resti del cranio appartenente alla specie dell’Homo Habilis, si è potuto osservare lo sviluppo di un’area del cervello dedita al linguaggio, utile all’elaborazione di suoni articolati e parole. In merito al perché di questo passo evolutivo si sono sviluppate diverse teorie, tra cui quella secondo la quale l’aumento della dimensione cranica è dovuta alla necessità di sviluppare un linguaggio più complesso utile a poter descrivere le caratteristiche degli oggetti e degli utensili che l’Homo Habilis, appunto, era diventato capace di fabbricare.

Con l’Homo Habilis si avvia quindi quella fase di SIMBOLIZZAZIONE del linguaggio che trova espressione massima nella vita di gruppo all’interno del quale si sviluppano atteggiamenti e linguaggi che assumeranno nel tempo un connotato convenzionale per i membri che lo compongono.

I segnali vocali hanno assunto le caratteristiche di simboli verbali. Il simbolo, a differenza del segnale, implica una grossa capacità astrattiva nella mente di chi lo usa. 

Con l’Homo Habilis il concetto di linguaggio compie quindi un notevole salto di qualità, non tanto per le sue forme espressive, quanto per l’importanza che riveste per la sopravvivenza del singolo individuo all’interno di un gruppo sociale. L’essere umano è infatti un animale sociale: non esiste ambito o area dell’esistenza che non preveda un’interazione con altri soggetti che non sottenda la necessità di ottenere qualcosa da qualcuno. 

E come si può ottenere qualcosa da qualcuno se prima non entriamo nelle sue “grazie”? Come possiamo, se prima non stabiliamo la giusta connessione?

 
ore 09:00  - 14:00 
  • Il valore della creazione di una Connessione tra interlocutori nella comunicazione;

  • Le 5 modalità di interazione fisica: sociale, amichevole, parentale/leadership, sensuale, sessuale;

  • Come conquistare l’attenzione e l’emotività di un componente del gruppo in pochi minuti;

  • Rapporti sentimentali: come si fa a farsi dire “Ti amo” senza che vi sia stato un approccio fisico?

+ Laboratorio Esperienziale
 
Giorno 3 • L'HOMO ERECTUS (STEP 3)

All’Homo Erectus è riconducibile la scoperta del fuoco e con esso l’instaurarsi di abitudini di vita quotidiana nuove. Attorno al fuoco si mangiava e si comunicava mediante una forma di linguaggio che, seppur ancora arcaico e caratterizzato ancora prevalentemente da urla più che da parole vere e proprie, appare più evoluto e complesso rispetto ai soli gesti e vocalizzi che lo avevano caratterizzato fino ad allora.

Di fronte all’aumento dei componenti delle singole aggregazioni sociali, sorge l’esigenza della creazione di una gerarchia al loro interno che potesse regolare la vita quotidiana, le funzioni che spettavano a ciascun membro e soprattutto a chi fosse conferito il compito di definire tutto questo, ossia chi fosse a “comandare”.

Se allora il ruolo di capo spettava all’elemento più “vecchio”, ossia a colui che dall’alto della sua longevità potesse tramandare esperienze ed insegnamenti, al giorno d’oggi non si può dire che avvenga lo stesso. Il ruolo di capo, di leader, non lo assume il più meritevole o colui che può vantare l’esperienza più ampia, bensì colui che possiede le caratteristiche migliori per saper guidare un gruppo di persone o affrontare meglio i momenti critici. Leader si nasce, ci insegna la cultura. Ma non è così. Se leader non si nasce, lo si può diventare.

Non sopravvive chi rimane gregario tutta la vita, ma chi nel gruppo si distingue e ambisce ad una evoluzione della propria condizione esistenziale. E questo è valido in ogni ambito dell’esistenza.

ore 09:00  - 14:00 
  • Leader si nasce o si diventa?;

  • Natural born leader: i leader che ci circondano servono a insegnarci come diventarlo;

  • I set dell’esistenza - Essere leader della propria vita prima di tutto: dal lavoro alla famiglia, dalla socializzazione alle relazioni sentimentali e sessuali;

  • Gestione avanzata dei gruppi e dei singoli elementi che li compongono;

  • Il modo migliore di interagire con gruppi di 2-3 persone fino a gruppi maggiori: imparare a catturarne l’attenzione e addirittura l’ammirazione,

 
+ Laboratorio Esperienziale
 
Giorno 4 • L'HOMO SAPIENS E HOMO SAPIENS SAPIENS (STEP 4)

Un linguaggio rigidamente legato al contesto ed alle conoscenze comuni, non è più sufficiente: aumentando il suo repertorio lessicale, variando le situazioni in cui viene usato, non ci si può più affidare solo al contesto per recuperare il significato di una sequenza di simboli. Non è causale che è proprio all'altezza dell’Homo Sapiens che si attua un pieno sviluppo dell'apparato fonatorio. Infatti se fin qui si è assistito ad una evoluzione graduale del linguaggio, con una compresenza di un linguaggio gestuale e di uno vocale nell’era dell’Homo Erectus, a questo punto la gestualità perde progressivamente importanza di fronte ai vantaggi offerti dall'uso di un linguaggio vocale.

Giunto a questo punto, l’Homo Sapiens Sapiens rappresenta la massima espressione linguistica possibile, frutto di un progressivo sviluppo dell’apparato fonico e delle caratteristiche cognitive attraversate dalla specie umana. Maggiore è l’uso che si fa del linguaggio, maggiori sono le possibili finalità che dello stesso se ne possono fare. Con il passare dei secoli il linguaggio si affina, fino a diventare capace di assumere caratteristiche piacevoli, ipnotiche, carismatiche, affascinanti, manipolatorie, sgradevoli e spiacevoli a seconda dei casi. Oggi, così come allora, in base al tono con cui il linguaggio viene espresso è possibile comprendere lo stato d’animo vissuto da chi se ne avvale, così come le finalità che con esso intende raggiungere. Se è vero questo, è anche vero che laddove si volesse volontariamente convincere, sedurre o persuadere qualcuno al compimento di specifiche azioni è sufficiente adottare la giusta tonalità, il giusto lessico o il giusto livello di emozione nella voce capace di riferirsi direttamente al fine che intendiamo raggiungere.

Ed è qui che subentra la necessità di un uso della comunicazione e del linguaggio efficace ed è qui che subentra il monumentale lavoro compiuto in tal senso da Stefano Benemeglio con i suoi studi sulla comunicazione umana. L’arte di portare il nostro interlocutore nella direzione da noi desiderata è altrimenti definita l’arte della persuasione.

ore 09:00  - 14:00 
  • Le regole della persuasione analogica: bando alla razionalità, largo all’emotività;

  • Quando si può utilizzare?;

  • Tecniche emotive di acquisizione dell’ascendente;

  • Strategie linguistiche per ottenere il massimo del convincimento;

  • Come vincere le resistenze di chi abbiamo di fronte.

+ Laboratorio Esperienziale
 

Fino a che punto si può arrivare con la persuasione? è possibile ottenere l’impossibile?

Siamo convinti che nella vita gli errori si paghino e che ogni volta che abbiamo sbagliato tradendo la fiducia dei nostri cari e dei nostri amici o comportandoci male nei confronti del nostro partner ne abbiamo dovuto inevitabilmente pagare le conseguenze.

Convinti di questo, viviamo in preda di enormi sensi di colpa, che con il tempo si trasformano in rammarichi e rimorsi per quelle azioni compiute che hanno decretato l’inizio della nostra sofferenza.

Ma seppur consapevoli dei propri errori, non sempre la conseguenza deve necessariamente essere lo sviluppo di un senso di colpa capace di inibire la felicità. Recuperare i propri errori è possibile, anche se la società e la cultura ci hanno sempre fatto credere che è difficile, se non addirittura impossibile.

Eppure ogni giorno assistiamo intorno a noi a rappacificamenti tra partner offesi, al ripristino di collaborazioni lavorative che sembravano essersi chiuse per sempre, a famiglie che si ricongiungono dopo gravissimi episodi di rottura. Recuperare i propri errori è possibile, recuperare le persone care ferite è possibile.

E questo è il nostro "missing link": riuscire nell’arte del recupero, riuscire laddove tutti si arrenderebbero. Questa è la nostra promessa, il nostro anello di congiunzione tra la condanna alla sofferenza e la felicità.

 

ore 9:00  - 14:00 

  • Il recupero del potenziale emotivo nei confronti di chi abbiamo ferito: la fase più delicata;

  • Perché è così difficile recuperare la stima, l’amore, l’affetto, il desiderio delle persone care?;

  • Speciale rapporti sentimentali: il recupero dell’amore dell’amato che perde interesse per noi;

  • Recuperare l’ascolto di un figlio e la stima di un amico.

 
+ Laboratorio Esperienziale
BONUS TRACK scelte da Max Antonelli:

 
FINE LAVORI
CONSEGNA ATTESTATI E FOTO CON MAX ANTONELLI
 
 
Giorno 5 • THE MISSING LINK - l'anello mancante (STEP 5)

 Le “griglie comportamentali” e l’origine del comportamento umano secondo Stefano   Benemeglio

Stato dell’arte e futuro “metafisico” della comunicazione

Da “Homo Sapiens” a “Homo Deus”: un futuro possibile?

LOCATION

L'appuntamento con l'evento di formazione più importante nel campo della Psicologia Analogica e delle Discipline Analogiche che vede protagonisti
Stefano Benemeglio e Max Antonelli si svolgerà a Riccione, località viva e da sempre apprezzata per l'abbondanza di servizi e attività disponibili.
L'evento avrà luogo nella splendida  cornice
dell'Hotel De La Ville dal 
24 al 28 Luglio 2017.
 
Scopri tutte le strutture alberghiere convenzionate con l'evento!
Info&Prenotazioni:
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